"Stappato" di Tiziano Gaia, presentato il libro a Ghemme

Giovedì 19 dicembre presso la Sala Sforza di Palazzo Gallarati in Piazza Castello a Ghemme, a partire dalle ore 21.00, si è tenuta la presentazione del libro “Stappato” di Tiziano Gaia.

Durante la serata, organizzata dalla cantina Pietraforata di Ghemme e patrocinata dalla nostra Condotta, abbiamo avuto modo di chiacchierare con l’autore, grande esperto di vini, regista, scrittore e produttore cinematografico, nonché per anni tra i curatori della guida “Vini d’Italia”, allora edita da Slow Food insieme a Gambero Rosso.

“Stappato”, che ha come sottotitolo “Un astemio alla corte di re Carlo (Petrini)”, ripercorre in maniera ironica e divertente, ma precisa e documentata, il percorso dell’autore nel mondo del vino e all’interno di Slow Food, svelando dinamiche, curiosità e aneddoti inediti.

E’ stata anche l’occasione per scoprire e degustare il nuovo metodo classico pas dosé presentato dalla cantina ghemmese, e naturalmente per farci gli auguri di Natale.

Afferma l’autore Tiziano Gaia:

«Il vino è molto di più di un sorso che scorre in gola in cambio di un punteggio. È una finestra spalancata sulla vita. Siamo ciò che beviamo, terra e passione ci impastano alla stregua dei migliori cru. Diventiamo grandi annusando, assaggiando, degustando. L’esercizio dei sensi ci guida alla scoperta non solo del vino, ma di ogni altro aspetto della nostra esistenza. Tra un’edizione e l’altra di Vini d’Italia, tra una batteria di Verdicchio e una di Valpolicella, persino tra una sniffata e il gorgheggio successivo, oltre la distesa impressionante delle bottiglie a cui ho tirato il collo in tutti questi anni, ho visto cambiare il mio paese, i miei amici, l’Italia e il mondo. Anche il vino non è rimasto lo stesso, e la sua camaleontica natura spesso ha anticipato eventi e mutamenti, sublimandoli in una sbornia collettiva.»

Scrive Lafeltrinelli.it del volume

Con uno stile agile e brillante, un tono schietto e brioso, a tratti scanzonato e a tratti più specialistico, Tiziano Gaia ci porta nel mondo dei vini e dei vitigni, alternando autobiografia, colorite descrizioni di personaggi del mondo enologico, aneddoti curiosi e spiegazioni tecniche, riflessioni sulle recenti trasformazioni e spettacolarizzazioni dell’agroalimentare. Accanto a una narrazione degli anni di apprendistato piuttosto coinvolgente, e ai ritratti delle figure più importanti di Slow Food e della produzione vinicola, troviamo una descrizione disincantata, ma abbastanza equilibrata, della critica enologica e dei suoi limiti, del boom di Slow Food e affini, della questione economica e dell’enorme giro d’affari. L’autore sforna formulazioni creative e pregnanti, dando giudizi provocatori, come la tesi dell’estinzione dei «degustatosauri» o quella su un certo scetticismo sul biologico: «Proclamarsi biodinamico “fa figo”, ma il tutto si riduce a una rivisitazione di pratiche vecchie quanto il mondo.»

L’autore

Tiziano Gaia è nato a Torino nel 1975 e ha vissuto a Castellinaldo (Cuneo), il paese di cui è originaria la famiglia. A lungo responsabile delle pubblicazioni enologiche del movimento Slow Food, è direttore del comitato scientifico del WiMu, il Museo del Vino a Barolo, e collabora con la rivista internazionale «Decanter». È autore e regista di documentari, tra cui Barolo Boys. Storia di una rivoluzione e Itaca nel Sole. Cercando Gian Piero Motti. Ha pubblicato Puoi chiamarmi fratello (2011) e Di vigna in vigna (2015).