Il valore, la potenza delle idee, dell’intelligenza, della creatività del padre fondatore del movimento della chiocciola continueranno a guidare l’impegno della grande comunità territoriale del medio novarese.
“Chi semina utopia raccoglie realtà” amava ripetere Carlin Petrini, storico fondatore di Slow Food, venuto a mancare nella serata di giovedì 21 maggio. Al suo impegno, al suo carisma e alla capacità comunicativa si deve la nascita del più grande movimento del cibo al mondo, la difesa di un cibo, buono, pulito e giusto per tutte e tutti. Riuscì a incidere anche sul nostro territorio, siamo infatti nel 2011 quando sulle nostre colline, per volontà di Gianluca Zanetta, chef della Capuccina di Cureggio, nasce l’idea di far diventare la storica cipolla della zona, allora a rischio estinzione, presidio Slow Food. Gianluca ne parla con Eraldo Teruggi, presidente della Pro Loco Fontaneto, associazione che si farà carico del progetto divenendone primo sostenitore e promotore. Grazie alla formazione di una squadra di sostenitori e di un piccolo gruppo di produttori, nel 2013 nasce il presidio della cipolla bionda di Cureggio e Fontaneto. Oggi Eraldo Teruggi ricorda così la figura di Carlin: “Lo conobbi settembre del 2012, a Torino in occasione del Salone del Gusto. Me lo presentò Francesca Baldereschi, allora responsabile dei presidi italiani, e io gli portai in dono cinque cipolle bionde che di lì a poco sarebbero diventata presidio Slow Food. Tempo qualche minuto ci fu una diretta dove il direttore di RAI1 lo intervistò, e sul tavolino accanto comparvero proprio le nostre cipolle, e lui cominciò l’intervista dicendo: “Caro direttore, non ci resta che piangere!” e subito dopo proseguì: “Questa bella cipolla diventerà sicuramente un presidio.” Fu un momento davvero emozionante per tutti noi, un buon profeta! Un personaggio unico nel suo genere.”


E quella piccola cipolla coraggiosa di strada da allora ne fece parecchia, aprendo di fatto le porte di Slow Food al novarese. E’ poi il 2017 quando, a seguito della crescita del presidio e della presa sul territorio della filosofia slow, si creano i presupposti per la nascita della Condotta delle Colline Novaresi, la sede territoriale di Slow Food sul territorio del medio Novarese. Massimo Carlotto, attuale presidente dell’associazione, ricorda così Carlin: “Ci ha insegnato che il cibo non è solo nutrimento, ma memoria, terra, relazioni e futuro. Come Condotta Slow Food Colline Novaresi lo salutiamo con profonda gratitudine: continueremo a camminare sulla strada che ha tracciato, consapevoli che da oggi quel cammino richiederà più fiato e ancora più cuore. Grazie, Carlin.”



Alle sue parole segue il ricordo di Luca Platini, primo presidente della Condotta, responsabile del presidio della cipolla e coordinatore del Mercato della Terra: “Per l’universo della chiocciola Carlin non era semplicemente il padre fondatore, è stato la scintilla, l’icona di un modo di essere e vivere i territori, nel rapporto con la terra, con le persone che la abitano, con il cibo. Sulle nostre colline nel novarese tutto è iniziato più di dieci anni fa con la cipolla, la nostra bionda che lui sentiva anche sua, ne parlava spesso. Il ricordo più forte che ho di lui è del luglio 2021, a Pollenzo per un incontro sulle comunità Slow Food, chiesi di potergli parlare e a fine cena all’improvviso me lo trovai di fronte: mi cercavi? Fu diretto. Nel giro di trenta secondi mi stava stringendo la mano e davanti a tutti a voce alta diceva: segnatevi che la terza domenica di settembre sarò a Fontaneto alla Fiera della Cipolla, faremo nascere due nuove comunità di produttori. Poi mi guardò negli occhi e promise: io ci sarò, ma anche tu devi essere di parola, facciamo partire questi due nuovi gruppi. Fu il preludio alla sua visita a Fontaneto un paio di mesi dopo, un giorno di festa che rafforzò il presidio e tenne a battesimo le comunità del riso Razza77 e degli apicoltori Pronubi dell’Alto Piemonte, ponendo anche le basi per la futura nascita del Mercato della Terra delle Colline Novaresi. Carlin era così, un lampo improvviso che rischiara il cielo. Da uomo Slow Food ora sento un vuoto enorme, ma anche una grande determinazione a rinnovare un impegno collettivo territoriale lungo anni e anni, che ha fruttato un tesoro locale importante, un approccio da salvaguardare a ogni costo.”
Un impegno condiviso anche dai produttori locali che gravitano nelle attività della condotta.

Oscar Temporiti, referente dei produttori del presidio della cipolla, afferma: “Il ricordo di Carlin alla nostra fiera in quella domenica di settembre del 2021 è ancora vivo e forte, fu una giornata fredda e piovosa ma, grazie alla sua presenza ed alle sue parole, ha riscaldato e rasserenato i nostri cuori e le nostre menti. Grazie Carlo.”
Domenico Bernascone, portavoce della comunità del riso Razza77, afferma: “Incontrare Carlin quel giorno in Fiera fu un’esperienza straordinaria, riuscì a trasmetterci un grande entusiasmo e una grande forza per continuare un percorso che ancora oggi ci vede impegnati quotidianamente. Sempre di più ci appassioniamo a Slow Food, io per primo, ho letto molti suoi libri; con Carlin viene a mancare una figura centrale, con una visione quasi profetica che al suo sogno ha saputo dare concretezza, un grandissimo che ci mancherà immensamente”.


Gli fa eco Daniele Giunta, portavoce della comunità degli apicoltori Pronubi dell’Alto Piemonte, che ricorda: “Ci ha insegnato ad andare oltre noi stessi, a cercare nostri pari, persone con un approccio simile al nostro alla terra e alla natura e ad interconnetterci, a unirci per ottenere un obiettivo più grande di quanto possiamo fare da soli. È stato un po’ la miccia di quanto possedeva forse già dentro di noi, che ci ha portato a impegnarci come gruppo e a riconoscerci come Pronubi. Gli dobbiamo molto, è stato cruciale”.
Una grande comunità territoriale che prosegue nel suo cammino, da oggi anche nel ricordo di un “genio” di cui oggi salutiamo “il valore, la potenza delle idee, dell’intelligenza, della creatività che stanno dietro alla nostra chiocciola” come affermano da Bra, cuore battente di un’idea di mondo mai vecchia, sempre al passo coi tempi.





